Memorie di nonni

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Le memorie di Adriana

A novantadue anni, una sarta di Monza con la memoria intatta racconta la guerra — e una scelta che cambia tutto.

Adriana è una minuta vecchiettina di novantadue anni originaria di Monza. Da giovane lavorava come sarta, come molte sue coetanee, ma la cosa che la contraddistingue e che la rende unica è una memoria perfetta nonostante l’età. Ne ho subito voluto approfittare chiedendole di raccontarmi del suo passato, in particolare il periodo della guerra, un periodo studiato su tutti i libri di storia ma forse poco compreso. Penso che ci sia molta conoscenza degli eventi storici ma scarsa comprensione delle sofferenze e delle scelte della generazione che ha vissuto duramente la guerra.

Adriana mi racconta che il fratello di suo padre era stato catturato dai fascisti e che lo tenevano prigioniero. Dai racconti di Adriana, lo zio frequentava una donna poco raccomandabile che era stata la causa del suo imprigionamento. Difficile trovare una situazione simile ai tempi d’oggi, ma durante la guerra non era così raro.

Le memorie di Adriana

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Più raro è stata la scelta del padre di Adriana: andare a salvare suo fratello! Spesso capita che anche gli atti eroici non vadano a finire bene perché il padre è stato catturato a sua volta dai fascisti e riempito di botte. Le guerre per fortuna non sono infinite e chi si crede forte oggi non è detto che lo sia anche domani. Così nascono le vendette che spesso, a loro volta, causano altre guerre.

Perdonare non vuol dire dimenticare.

Ma il padre di Adriana fece una scelta rivoluzionaria. Dopo la guerra rincontrò il vecchio nemico che lo aveva pestato e che era ancora vivo. Non decise di vendicarsi, ma di perdonare. Certe situazioni ti segnano nel cuore ed è giusto che queste esperienze vengano raccontate anche oggi, perché se ci troviamo nella pace e nel benessere, è anche grazie alle scelte e ai sacrifici che i nostri nonni fecero settant’anni fa.