Memorie di nonni

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Dalla Tunisia alla Brianza

Nata da una famiglia italiana in Tunisia, la signora Rosa portò in Brianza i sapori e le parole di un’altra sponda del Mediterraneo.

Mi è rimasta impressa la storia della signora Rosa, soprattutto in questo periodo che stiamo attraversando in Europa, di difficile integrazione con culture diverse. La signora Rosa era nata da una famiglia italiana in Tunisia, in un periodo storico in cui eravamo noi italiani a emigrare e “colonizzare” paesi dell’altra sponda del Mediterraneo.

Si ricordava bene la sua infanzia. Come tutti i ricordi, quelli legati alla gioventù sono quelli che rimangono più impressi nella memoria. Con i suoi vicini musulmani, mi diceva, aveva un buon rapporto, e da loro aveva imparato a parlare arabo. Non mancava di insegnarci alcune parole che ancora ricordava, come “salam” e le immancabili parolacce.

Dalla Tunisia alla Brianza

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Nonostante sia partita dalla Tunisia da giovane, ne aveva comunque imparato la cucina, e ci teneva particolarmente a raccontarci come cucinare il “cous cous”, tipico piatto nordafricano che lei apprezzava molto, senza tralasciarne i dettagli: due manciate di semola di grano, la giusta quantità di acqua e verdure saltate a parte nell’olio. Era emozionante sentirla parlare, sembrava che stesse cucinando in quel momento.

Non tutto ciò che è diverso è per forza male: anzi, ci può anche migliorare.

Dopo la Tunisia è partita per la Sicilia, per poi approdare qui in Brianza. Ha portato con sé le tradizioni e i ricordi della gioventù trascorsa in una terra “straniera”, arricchendo la sua e la nostra cultura di tradizioni differenti e insegnandoci che non tutto ciò che è diverso è per forza male, ma anzi ci può anche migliorare.

Raccolto da Riccardo Beretta, con Sara Mandaglio · Volontario AVO Concorezzo