Memorie di nonni
1
Oggi che magnifica giornata
A novantasette anni cammina ancora e, soprattutto, canta: il ritratto della signora Serafina e di un amore che il tempo non ha spento.
Oggi che magnifica giornata, che giornata di felicità, la mia bella donna se n’è andata, m’ha lasciato al fine in libertà…
Quando ho conosciuto la signora Serafina, mi ha subito colpito per il suo sorriso e la sua forma fisica. Ormai aveva la bellezza di novantasette anni ma camminava ancora. Sì, aveva dei vuoti di memoria nel breve termine, ma molti farebbero la firma per arrivare alla sua età così in forma e con uno spirito così bello!
Il suo biglietto da visita era cantare, una voce bellissima e perfettamente intonata. Una volta mi è capitato di essere l’unico volontario presente nella RSA. Avevo portato in salone, attorno a un tavolo, solo poche persone. Per far passare un po’ il tempo a tutti, ho provato a far cantare la signora Serafina, che ha subito colto l’occasione trascinando con sé tutto il gruppo: tutte donne diverse, con la loro storia e il loro spirito, ma unite dalla musica e dalle canzoni che hanno segnato la loro generazione.
La sua canzone preferita era “Vivere” di Carlo Buti, che cantava improvvisamente senza nessun preavviso. Non ho mai capito perché scegliesse proprio quella canzone, dato che il testo è decisamente anomalo per essere una canzone degli anni ’30: il cantante infatti è felice perché la donna amata è scappata con un altro e finalmente lui potrà tornare a vivere! Ancora più strano che a cantarla fosse una signora di novantasette anni in una casa di riposo! Ma, nonostante il significato della canzone, mi è sempre piaciuta l’idea di una donna in un ospizio che ti saluta cantandoti “Che magnifica giornata”.
Oggi che magnifica giornata!!!
2
Cantare faceva proprio parte di lei fin da giovane. Mi raccontava che “bisticciava” con suo marito perché, quando andavano in auto, lei cominciava a cantare e suo marito le diceva sempre che lo distraeva dalla guida. Vorrei tornare indietro nel tempo ed essere una mosca solo per vedere la scena, che bella coppia! Proprio quando parlava di lui, il suo bellissimo sorriso s’incupiva: aveva nostalgia per il tempo e i momenti passati insieme.
I ricordi sono quelli che ti sostengono quando sei anziano.
Dicono che l’amore eterno non esista, ma nonostante ciò, dopo decenni dalla sua morte aveva ancora ben presente il ricordo di suo marito e del suo amore!
I bambini le piacevano molto, il suo grande rimpianto era non essere riuscita ad averne almeno uno; mi raccontava che spesso dei bambini le andavano in casa a farle dei “dispetti”, ma lo diceva con il sorriso sulle labbra.
I ricordi sono quelli che ti sostengono quando sei anziano. Spesso mi chiedo che cosa ricorderò io, se avrò la fortuna di arrivare alla sua età…
Purtroppo, pochissimo tempo dopo averla conosciuta, è morta all’improvviso, lasciandomi il dispiacere di non sentirla più cantare. Per fortuna però ho registrato la sua voce, in modo da poterla ancora sentire risuonare nei momenti di malinconia: “Oggi che magnifica giornata, che giornata di felicità…”.
Raccolto da Riccardo Beretta · Volontario AVO Concorezzo