Memorie di nonni

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Prima i asnìt e dopü i puerèt

Dopo la guerra il padre di Adriana cercò lavoro e si scontrò con le tessere di partito. Un detto brianzolo per non dimenticare.

Il padre di Adriana era una persona molto religiosa: si recava sempre in chiesa da bravo cristiano ed era un gran lavoratore; faceva lo scalpellino. Dice Adriana: “un lavoro faticoso e di scarsa soddisfazione”. Al termine della guerra c’era poco lavoro e non era facile ripartire.

Il padre di Adriana allora si rivolse a un rinomato negozio nel centro di Monza, perché aveva saputo che cercavano persone da mandare a lavorare in Svizzera. Poteva essere una buona occasione per riuscire a portare qualche soldo a casa.

Quando si presentò, gli posero una domanda inaspettata: “lei ha la tessera della Democrazia Cristiana?”.

Prima i asnìt e dopü i puerèt

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Il padre di Adriana era un uomo semplice, che aveva combattuto la guerra, e cercò pertanto di spiegare che non aveva mai avuto a che fare con la politica. Non fu sufficiente, e non venne preso. Dopo una visita in chiesa, arrivò a casa e disse alla moglie: “me l’hanno fatta un’altra volta…”.

Prima i asnìt e dopü i puerèt — prima gli asini e poi i poveretti.

Adriana ci tiene a raccontarmi questa storia per spiegarmi come furono duri quei tempi dopo la guerra. Finisce il racconto dicendomi di ricordarmi di scrivere un suo detto: “prima i asnìt e dopü i puerèt” (prima gli asini e poi i poveretti).

Purtroppo, a volte la guerra lascia delle ferite che fanno fatica a rimarginarsi, e ci si dimentica della cosa più importante… che siamo stati fatti tutti uguali.

Raccolto da Riccardo Beretta · Volontario AVO Concorezzo