Memorie di nonni

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Questa è casa mia

Minuta e battagliera, la signora Mariella mi ricordò che ogni volta che entriamo in casa di riposo entriamo in casa di qualcun altro.

La signora Mariella faceva fatica ad arrivare a un metro e cinquanta, ma nonostante l’aspetto minuto era una vera furia. Impossibile non sentirla, e molto difficile riuscire ad avere un dialogo senza litigare o senza essere simpaticamente insultati in qualche maniera.

Essendo un uomo, ero un pochino più facilitato a parlare con lei: era una donna che, nonostante l’età, aveva viaggiato in diversi posti anche all’estero, era lucidissima e vispa, camminava senza problemi e si poteva anche giocare a carte con lei, a patto di non vincere troppo…

Mi ricordo che il sabato pomeriggio veniva a trovarla sempre una signora, non una parente, ma semplicemente una vicina di casa. Mi ricordo che la signora Mariella, con i suoi modi un po’ bruschi, non sempre la trattava bene, ma lei non demordeva e veniva a trovarla tutte le settimane. Quando occasionalmente capitava che non potesse venire, l’avvisava sempre, e la signora Mariella, nonostante i suoi modi un po’ burberi, era dispiaciuta: era una sua amica!

Questa è casa mia!!!

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Mi sono sempre chiesto perché si comportasse in modo aggressivo anche con persone che venivano ad aiutarla. Durante una riunione di aggiornamento fatta con i responsabili della casa di riposo, si cominciò a parlare della signora Mariella e della difficoltà di rapportarsi con lei. La risposta della responsabile è stata illuminante: “ricordate che ogni volta che venite qui, state entrando in casa sua”.

Ricordate che ogni volta che venite qui, state entrando in casa sua.

Spesso noi volontari ci dimentichiamo che ogni volta che entriamo in casa di riposo stiamo entrando in casa di qualcun altro. Non è, come pensano alcuni, una casa senza anima, senza un vero proprietario, un mero posto di transito: è la casa degli anziani che ci vivono dentro. Ogni volta che entriamo, invadiamo la privacy e l’intimità delle persone, e quindi dobbiamo ricordarci di andare sempre con molta delicatezza.

Il giorno in cui improvvisamente la signora Mariella ci ha lasciato, ho sentito un vero vuoto, un silenzio raggelante, e in quel momento ho capito che le sue urla e le sue parole rendevano viva la casa di riposo.

Raccolto da Riccardo Beretta · Volontario AVO Concorezzo