Animalia: Il soffio della vita
Tutto inizia da una parola antica, densa, che abbiamo dimenticato di ascoltare davvero: Animalia. Nel latino classico, questo termine non indicava semplicemente la “bestia” in contrapposizione all’uomo. La sua radice è Anima: il soffio, il vento, il respiro vitale. Animalis è, per definizione, “ciò che è dotato di anima”.
Ho scelto di chiamare questo progetto Animalia per restituire dignità etimologica e spirituale a ogni creatura che incontro. I latini, chiamandoli così, riconoscevano implicitamente una verità che la modernità ha spesso trascurato: non esistono oggetti viventi, esistono soggetti animati. Esiste una comunanza di destino, un respiro condiviso che attraversa ogni forma di vita.
In questa galleria non troverete semplici documentazioni zoologiche, ma ritratti di anime. Il mio obiettivo è cercare quel pneuma, quella scintilla vitale che brilla con la stessa intensità in ogni scala di grandezza.
Dal microcosmo al macrocosmo La vita non ha gerarchie, ha solo dimensioni diverse. Il viaggio visivo di Animalia parte dall’invisibile. Ho rivolto il mio obiettivo verso i microscopici esseri delle saline, creature primordiali che abitano acque estreme, dove la vita si fa resistenza e colore. Lì, in una goccia d’acqua, pulsa lo stesso desiderio di esistere che muove i giganti della terra.
Dall’acqua passo alla terra e all’aria, osservando il mondo degli insetti, architetture perfette di ingegneria biologica, fino ad arrivare allo sguardo profondo di uno stambecco delle orobie. Che sia la geometria di un’ala o la potenza muscolare di un mammifero, la luce che colpisce queste forme rivela sempre la stessa, identica, sacralità.
Guardare queste fotografie significa specchiarsi. Significa riconoscere che quel “soffio vitale” che chiamiamo anima non è una nostra esclusiva, ma un dono diffuso, che ci lega indissolubilmente a tutto ciò che respira, nuota, vola o striscia su questo mondo.
Benvenuti in Animalia.

















