Funghi del Parco di Monza: Foto e Biodiversità
Il parco di Monza vanta estesi prati verdi, signorili viali alberati, chiome maestose, scoiattoli egocentrici. Io mi sono divertito a cercare oltre, o meglio, a cercare sotto il fitto fogliame e dietro le cortecce abbandonate…ed ho scoperto un mondo. Funghi di ogni colore che animano l’autunno come folletti. Discreti e timidi osservatori del parco e dei suoi frequentatori.
Il mio progetto fotografico ha voluto capovolgere i ruoli e rendere loro, i funghi, oggetto del mio sguardo.
Se ne stimano milioni di specie, ma i funghi rimangono nel sottobosco dell’interesse pubblico.
Molte specie potrebbero andare perse senza nemmeno accorgercene. Pochissime iniziative di conservazione nonostante il ruolo fondamentale nel ciclo biologico della vita.
Il presente progetto è volto a mostrare la biodiversità che ci circonda persino in città.
Questi sono solo una minima parte di quanto ad oggi presente nel Parco di Monza, parco cittadino inserito in uno dei contesti più urbanizzati d’Italia. E’ un progetto in costruzione con lo scopo di arricchirsi anno per anno.
Sull’identificazione dei funghi vale fare però una premessa importante; riconoscere con precisione i funghi è cosa davvero complessa e laboriosa, qualche volta (nemmeno poche) è difficile se non impossibile trarre una determinazione certa solo da una foto, anche da foto tecnicamente fatte bene e che mostrano tutti i caratteri del soggetto. Qualche volta le differenze tra due o più specie vicine passa da caratteri sottili e in molti casi nemmeno rilevabili dall’immagine o addirittura nemmeno con il fungo in mano è possibile dare un nome certo. Vi sono complessi di specie all’interno dei quali gravitano entità macroscopicamente poco o nulla distinguibili, per cui bisogna ricorrere ad esami microscopici e in casi estremi la certezza non è raggiungibile nemmeno in quel modo, bisogna ricorrere al sequenziamento genetico.
Fabio Mauri, gruppo micologico vittadini Monza
Questo progetto è stato realizzato con una Olympus E-M1 Mark III e l’obiettivo 25mm f/1.2. Quest’ottica non è specifica per la macrofotografia e gli ingrandimenti non sono estremi come quelli ottenibili con lo Zuiko 60mm f/2.8.. Tuttavia, il 25mm f/1.2 garantisce un bokeh unico nel panorama degli obiettivi professionali. Per riuscire a realizzare queste foto, sono ricorso alla tecnica del focus stacking. Questo progetto è stato selezionato e pubblicato dalla rivista di settore Micro4/3 Italia. Se ti interessa la fotografia naturalistica potresti guardare Animalia, l’anima degli animali.















































