Antiche tecniche fotografiche
Riccardo Beretta
Concorezzo (MB)
Chimico · Fotografo
In un mondo digitale dove scattiamo migliaia di foto che non guardiamo mai, ho scelto di tornare alla lentezza. Stampare con le antiche tecniche significa usare le mani, la luce del sole e la chimica per creare qualcosa che non è solo un’immagine, ma un oggetto fisico, tattile e duraturo.
Le antiche tecniche fotografiche sono metodiche di stampa nate nel XIX secolo, ottenute attraverso lo stretto contatto tra negativi a pellicola di medio o grande formato e un’emulsione chimica. Sono antecedenti o contemporanee alla più nota gelatina d’argento che, con la sua industrializzazione, le ha fatte dimenticare.
Sono dette stampe 1:1: il risultato finale ha la stessa dimensione del negativo usato per imprimere l’immagine. A differenza di oggi, dove tutto è uniforme e standardizzato, queste tecniche lasciano ampio spazio alla sperimentazione personale, producendo vere opere artigianali uniche — cianotipia, palladiotipia, platinotipia, Van Dyke, carta salata.
Esercitando la mia professione principale come chimico da quasi vent’anni, mi sono accorto che molti usano queste tecniche senza piena consapevolezza, con procedure “barocche” o senza tenere conto dei pericoli di alcune sostanze. Tutti i risultati che vedrete sono frutto di reale sperimentazione personale, sempre appoggiata alla letteratura di settore.
Nota dell’autore
Il mio scopo non è darvi la ricetta “magica”, ma farvi capire il perché di ogni passaggio — così che possiate costruire la vostra personale ricetta.
N.
Registro delle tecniche · 3 voci
01
Cianotipia — la guida completa di un chimico
La più accessibile tra le antiche tecniche, e la prima che ho praticato. Una reazione fotosensibile fra due sali di ferro che, esposti agli UV, formano il caratteristico blu di Prussia: una stampa monocromatica su carta cotone o tela, dalla resa tattile impossibile su uno schermo. Nell’articolo: reagenti, emulsione, esposizione e sviluppo in acqua.
Origine
J. Herschel · 1842
Reagenti
Ferro ammonio citrato · Potassio ferricianuro
Esito
Blu di Prussia
Livello
Accessibile

02
Cianotipia e viraggi — il colore non è definitivo
Il colore della cianotipia non è definitivo. Attraverso bagni chimici successivi — acido tannico, tè, caffè, vino rosso — la stampa vira dal verde oliva al marrone seppia, dal grigio ardesia al quasi-nero. Ogni viraggio è una reazione distinta: la stessa immagine, dallo stesso negativo, diventa un’opera completamente diversa.
Origine
Non definita
Reagenti
Acido tannico
Esito
Viraggi tonali
Livello
Intermedio

03
Selenetipia — una variante della stampa Van Dyke
Una tecnica di mia invenzione, derivata dalla stampa argentica Van Dyke. Il problema storico — la formula mista è instabile e dopo poche ore non è ripetibile — si risolve alla radice lavorando con due soluzioni separate, stabili a tempo indeterminato, che si mescolano solo al momento della stesura. Nell’articolo: formula completa, sviluppo, fissaggio e ragioni chimiche.
Origine
Van Dyke / Namias XIX sec. — rielaborazione personale ·
Reagenti
Ferro ammonio citrato · Nitrato d’argento
Esito
Marrone caldo
Livello
Intermedio
